Al mercato (con Francesco Cito)


Lo scorso fine settimana ho avuto la possibilità di partecipare ad un workshop con il grande Francesco Cito, fotoreporter di fama internazionale noto sia per i suoi reportage da zone di guerra, come Afghanistan e Palestina, che per lavori svolti in Italia alla ricerca di umanità e tradizione, come il Palio di Siena, vissuto da contradaiolo, i matrimoni napoletani e le tradizioni della Sardegna più profonda e arcaica.


Francesco, con il suo fare un po' flemmatico, un po' disorganizzato, un po' perso nei suoi pensieri, ci ha trasmesso sopratutto una lezione profonda di come sia necessario, per creare un racconto fotografico vivo e autentico, entrare nella scena, esserne talmente parte da confondersi e amalgamarsi anche affettivamente con i soggetti e le situazioni che si intendono ritrarre. I suoi racconti sono andati ben oltre le ore del workshop, fino a tarda notte e in tutte le sere a disposizione.

Cito nella sua lunga carriera è stato quindi contrabbandiere napoletano e ribelle afghano, fantino sardo e contradaiolo senese, polizziotto e camorrista, palestinese, libanese... senza mai perdere umiltà e simpatia, nonostante premi e riconoscimenti: un fotografo mosso da curiosità ed empatia, un giornalista attratto dalla verità e dalla ciò che muove l'animo umano, nel bene, nel male e nel totale mistero.

Siamo stati con lui nel piccolo mercato di Buonconvento, per esercitarci a fotografare seguendo alcuni suoi consigli.

Questi sono gli scatti che ho raccolto per raccontarne l'atmosfera e che anche Francesco ha apprezzato... mi ha detto di andare avanti a fotografare sopratutto le persone: è la strada che sto cercando di percorrere e in cui continuerò a cerare e sperimentare.







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